Splinder
31.1.2012, 08:59 | Blog, Oggi parliamo di
Oggi chiude Splinder, una delle piattaforme che ha fatto la storia italiana dei blog.
E pensare che tutto è iniziato lì più di sette anni fa tra una schermata blu della manutenzione e una serie infinita di post.
Se sto scrivendo ora in questa casa, su questo portatile, con Open Office aperto sulle pagine del mio libro, mentre mia figlia è di là che si lava i denti e mio marito è sulla strada per l’ufficio che mi manda dei messaggi per chiedermi della mia bronchite, è anche un po’ per merito di Splinder.
Se non avessi aperto un blog la mia vita avrebbe sicuramente preso un’altra piega e non avrei trovato nella scrittura le risposte a tutta una serie di questioni in sospeso con la mia memoria e le mie paure. Se non lo avessi aperto proprio su Splinder non avrei mai sperimentato il fatidico colpo di fulmine con la mia dolce metà e non avrei scoperto la bellezza del costruire questa famiglia giorno dopo giorno.
Insomma, finisce un pezzo di storia di quel mondo che continuano a chiamare blogosfera (anche se “blogpalla” è più bello, ecco).
E quindi grazie Splinder. Di tutto, per tutto.








31.1.2012, 10:35
il mondo va avanti. E io settimana prossima non saro’ piu’ qui dove sono ora. Ma alla fine forse e’ proprio questo il bello.
31.1.2012, 15:37
La grande commemorazione di Splinder sta avvenendo sui socialcosi.
È proprio vero che i blog sono morti.
31.1.2012, 18:43
SPeriamo che non lo siano del tutto! E comunque la gente bella che ho conosciuto grazie all’odyoso SplAinder non avrei potuto incontrarla in altro modo, e nessun socialfava potrà mai adempiere alla stessa funzione con così tanta efficacia (semmai aiuta a tenersi in contatto)… :)
31.1.2012, 18:47
Si, concordo, la blogpalla è ormai morta. Perchè i blog sono mutati, un tempo facevano parte di un arcipelago, ora sono isole solitarie.
01.2.2012, 22:26
Quanti ricordi legati a Splinder…
03.2.2012, 11:37
Lyppa: e lì siam diventate gemelle. Sigh, sob…
Val: siamo in quella fase “ok, già visto, ora che c’è di nuovo?”
Minerva: tanti, ma tanti tanti tanti… ;)
04.2.2012, 09:09
Rossella,
sarà anche vero, ma dovrai ammettere che la tua (come quella di tanti altri blogger vedi Napolux che addirittura ha chiuso, o Beggi) “produzione” si è notevolmente ridotta. Almeno sul blog. Non ti segui sui social cosi perchè mi stanno proprio sullo stomaco e non so cosa fai li, ma su splinder prima, su ninna poi era un susseguirsi di post pieni di commenti da cui è poi scaturita la Rossella di oggi.
Da quanto non leggiamo più le dispute tra Ninna e Coscienza? …
04.2.2012, 10:47
Parlo per me (anche perché le persone da te citate gestiscono dei blog tecnici e non ho niente in comune con loro).
Non credo che la mia voglia di scrivere influisca in qualche modo sul percorso dei blog.
Non ho il compito di intrattenere un pubblico. La mia non è una produzione.
Nel momento in cui non ho sentito più il bisogno di scrivere quel che mi passava per la testa ho smesso e non avendo interesse a usare la rete per produrre contenuti o fare marchette di prodotti o servizi considero il mio percorso sul blog terminato.
Ogni cosa che ho scritto qui l’ho scritta perché mi divertiva, perché mi permetteva di sfogarmi, perché mi portava a riflettere. Tutto il resto era decisamente secondario.
I blog stanno morendo per altri motivi. Uno di questi è che non basta avere un sito e scrivere quattro righe per essere bravi/autorevoli/competenti. E non bastano nemmeno gli stessi quattro contenuti che vengono riproposti in continuazione.
Si salva la parta tecnica e forse quella associata al marketing/comunicazione/linguaggio dei media.
Ma vista da fuori ora il resto della blogosfera sembra solo un gruppetto di persone che si autoincensano senza mai essere oggettive. E non lo so, ma non riesco a trovare nessuno stimolo in tutto questo.
22.2.2012, 11:44
Il mondo dei blog era (è) popolato anche e soprattutto da chi scriveva mosso da motivazioni personali. In pochi hanno aperto un blog pensando di creare una rivista specialistica o un’ autorevole fonte di informazioni, in molti hanno aperto un blog come sfogatoio narcisistico/intimista, desiderando un po’ di essere letti e un po’ di non essere letti. Il tratto distintivo dei blog era ed è il contenuto, più o meno di valore, più o meno personale, più o meno letterario, più o meno legato ad una propria passione, ma comunque presente in tutti i blog. Non si può dire lo stesso per ogni profilo di un socialnetwork. Io non credo che i blog siano morti, le statistiche confermano la mia idea, il numero dei blog aumenta (lentamente) anche nell’epoca dei socialnetwork. Certo l’esplosione avvenuta tra il 2006 e il 2008 non credo sia ripetibile. Forse sarebbe più giusto dire che le nostre motivazioni a tenere in vita il nostro blog, cambiano e a volte muoiono, che la nostra percezione della blogosfera cambia, che i nostri centri di attrazione e incontro cambiano. Capisco che il narcisismo del blogger ci porta pensare che se non scriviamo noi non scrive più nessuno… :)
01.3.2012, 14:31
Diciamocelo: ora la rete la conosciamo. Conosciamo le sue dinamiche, sappiamo cosa succede ogni volta che scriviamo qualcosa e via dicendo.
Non c’è la spontaneità di prima. Non c’è più l’incoscienza e l’inesperienza.
Ora come ora, dopo quasi un decennio di blog, è difficile trovare qualcosa di originale in questo mare. È tutto già visto, già detto, già fatto. Per questo penso che sia un mezzo meno efficace di un tempo e molto meno genuino.
Poi, certo, non credo che chiunque abbia smesso di scrivere. Credo che sia cambiato il perché che c’è dietro a molte parole.
Che poi quando abbiamo iniziato non esisteva nemmeno una “blogosfera”.
Ah, che bei tempi. ;)